«I gestori devono
far pagare le ricariche telefoniche per quello che costano». Con
queste poche parole il ministro allo sviluppo economico, Pierluigi
Bersani, nel corso di una trasmissione tv, ha annunciato una riforma
attesa da anni da tutti gli italiani che hanno un telefonino: la
cancellazione del costo fisso di ricarica. Il ministro parla chiaro:
«Un giovane va a prendersi una ricarica telefonica di 10 euro,
di cui 2 per un contributo che pensa sia una tassa». Ma, spiega
Bersani, non è giusto e i gestori «non devono intascare
quei 2 euro». Da sottolineare che questo costo in più
sulle ricariche lo pagano solo gli italiani: nel resto dell'Europa
infatti non esiste. Ovviamente chi ci guadagna sono i 4 operatori
telefonici attivi nel belpaese: Tim, Vodafone, Wind e Tre. Secondo le
statistiche in Italia circa 91 telefonini su 100 funzionano con le
ricariche. E nel 2005 gli italiani hanno versato agli operatori
mobili un miliardo e 714 milioni solo per i costi aggiuntivi sulle
ricariche. Qualche settimana fa anche nella relazione conclusiva di
un´indagine condotta congiuntamente dall´Autorità
garante della concorrenza e del mercato e dall'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni (durata quasi sei mesi) si sottolineava
l´anomalia italiana dei costi di ricarica dei telefonini che,
ovviamente, incide in misura maggiore sui tagli inferiori e
«crea effetti distorsivi per i consumatori più deboli e
rende poco trasparente l´offerta tariffaria degli
operatori».
Da diversi mesi inoltre si
sono moltiplicate le iniziative dal basso, degli utenti, per chiedere
l'abolizione dei costi di ricarica. Tra tutte la più clamorosa
per il suo grande successo è senz´altro la petizione
promossa on line da Andrea D´Ambra, con il sito
Aboliamoli. In pochi mesi ha raccolto, secondo quanto riportato dallo
stesso D´Ambra sulla home page del sito, quasi 700 mila firme,
che sono state inviate alla Commissione europea. «Ora attendiamo
che gli operatori si adeguino rapidamente, togliendo i costi di
ricarica o sarà necessario un intervento in questo senso
dell'Agcom. Faremo inoltre richiesta per farci rimborsare il costo di
ricarica sostenuto finora da noi consumatori» commenta D'Ambra
che sottolinea come ci sia stato bisogno dell'iniziativa di un
cittadino «affinché le Authority si occupassero del
problema: questo conferma la situazione anomala del nostro
paese».