Dal 4 ottobre all'11 gennaio 2004 la città di Siena ospita la mostra "Duccio. Alle origini della pittura senese". L'esposizione è articolata su due sedi: il complesso museale dell'antico Spedale di Santa Maria della Scala e il Museo dell'Opera del Duomo. Dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, offrono un percorso attraverso l'arte del grande maestro a confronto con i suoi precedenti contemporanei e seguaci. Itinerari ducceschi nella provincia senese. La mostra ospitata nel Santa Maria alla Scala è divisa in otto sezioni. La prima è dedicata ai Precedenti e contemporanei senesi di Duccio, la seconda intitolata Cimabue. Duccio e il giovane Giotto e la terza Il percorso di Duccio illustra l'opera di Duccio e della sua bottega. Tre sezioni sono quindi dedicate ai più diretti seguaci del maestro, iniziando con i Pittori ducceschi di prima generazione e proseguendo con i Pittori ducceschi di seconda generazione. Il percorso continua con L'esordio dei grandi pittori della prima metà del Trecento, sezione dedicata a protagonisti della pittura senese quale Simone Martini e i fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti. La mostra non si limita a presentare soltanto dipinti e codici miniati ma ricostruisce un contesto artistico più ampio in una sezione intitolata Le vie del gotico a Siena: scultori e orafi , nella quale si possono osservare le testimonianze di grandi contemporanei di Duccio, come Giovanni Pisano e Guccio di Mannaia. Fulcro ideale dell'intera esposizione sono i due maggiori capolavori eseguiti da Duccio per la comunità senese: la vetrata circolare della Cattedrale eseguita nel 1287-1288 e restaurata per l'occasione nonchè la raffinata e grandiosa Maestà compiuta nel 1311 e originariamente collocata sull'altare maggiore del Duomo, considerata il più importante dipinto su tavola della pittura italiana è visibile nel Museo dell'Opera del Duomo. Per approfondire la conoscenza dell'arte senese fra Due e Trecento, gli organizzatori hanno predisposto una serie di itinerari in città e in provincia. Quello cittadino comprende anche le chiese di San Martino (ove sono stati recuperati gli affreschi dell'antica cappella Agazzari) e di Santa Maria dei Servi (con la Madonna del Bordone di Coppo di Marcovaldo e gli affreschi di due delle cappelle del transetto. Per la provincia si possono ammirare opere nella collegiata di Santa Maria Assunta a Casole d'Elsa e nella piccola chiesa romanica di San Lorenzo a Colle Ciupi e nella vicina pieve dei Santi Giovanni e Paolo a Santa Colomba. Infine la chiesa dei Santi Giacomo e Cristofano a Cuna. Orari: Santa Maria della Scala e Museo dell'Opera: 9-19.30, venerdÏ e sabato 9-22. Ingresso 10 euro comprensivo di servizio audioguida e guardaroba e visita al Museo dell'Opeera del Duomo. Cripta del Duomo: 9-19.30, venerdÏ e sabato 9-22. Ingresso 7 euro. Per esigenze di conservazione la visita Ë consentita solo su prenotazioneogni 30 minuti con visita guidata inclusa nel prezzo del biglietto. Per la prima volta sarý possibile vedere l'eccezionale ciclo di dipinti murati rinvenuti nella cripta. Informazioni tel. 0577.296.539. info@duccio.siena.it
Al Palazzo dei Diamanti di Ferrara è aperta sino al 16 novembre 2003 la grande mostra dal titolo "Degas e gli italiani a Parigi". La rassegna Ë la prima dedicata allo studio delle relazioni intercorse per il confronto diretto delle opere tra gli artisti italiani Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Medardo Rosso, Federico Zandomeneghi e Degas. Di origine napoletana Degas rimane sempre legato al nostro paese. Il suo amore per la cultura e l'arte italiana è una costante del suo lavoro e una delle ragioni della sua inclinazione ai legami con gli artisti italiani. La mostra presenta opere realizzate in gioventù durante i suoi soggiorni nella penisola. Seguono i ritratti. Il portato rivoluzionario della ritrattistica di Degas è racchiuso nella sua capacità di cogliere con apparente naturalezza il momento più intimo del soggetto. Su questo tema , tra gli italiani è Boldini in particolare a dialogare con il maestro francese sui temi della vita moderna come le ballerine, le cantanti o i caffè parigini ai quali è dedicata la sezione successiva della mostra. Oltre a Boldini è anche Zandomeneghi che si misura su questi temi. Vengono poi le corse dei cavalli, passione che condivide con De Nittis. Dalla metà degli anni Ottanta Degas si rivolge ad uno studio meticoloso del nudo femminile cui è dedicata un'altra sezione della mostra. Egli preferiva non mettere in posa la modella bensÏ ritrarla in tutta la sua naturalezza "come guardandola dal buco della serratura". A questo moderno tipo di osservazione anche gli italiani si sono interessati, primo fra tutti Zandomeneghi. La sezione successiva è dedicata alla relazione tra le vedute en plein air da De Nittis e il Degas paesaggista. Degas si cimentò anche con la scultura ed è Medardo Rosso a confrontarsi con lui e non soltanto nella scelta dei temi ma ancor più nel progredire verso una dissoluzione della forma che dà il via a una ricerca che produrrà i suoi esiti più estremi nell'arte del XX secolo. Orari: tutti i giorni feriali e festivi, lunedÏ incluso: dalla domenica al giovedÏ 9-20, venerdÏ e sabato 9-24. Ingresso: euro 7.30. Call center e informazioni: tel: 0532.209.988. E-mail: diamanti@comune.fe.it
Quando il calcio divenne uno sport nazionale? Quando venne pubblicata per la prima volta una foto della Famiglia Reale? Perché le vacanze al mare divennero di moda? Quando venne inventato il ferro da ricci? Chi disegnò il primo sottomarino? Dove nacque l'idea dell'istruzione pubblica? Il modo in cui i vittoriani hanno dato vita all'epoca moderna è il tema della mostra allestita al Victoria and Albert Museum di Londra fino al 29 luglio: Inventing New Britain: The Victorian Vision. Organizzata in occasione del centenario della morte della Regina Vittoria, l'esposizione intende dimostrare come la Gran Bretagna moderna sia diretta figlia di quel lungo regno (1837-1901), che lasciò un segno indelebile in tutti i settori della società, dalla tecnologia all'arte, dalla sessualità al divertimento, dal turismo allo sport, dai viaggi di esplorazione a quelli di conquista. La mostra è divisa in cinque sezioni, in cui verranno esposti i più svariati oggetti, tra cui gioielli, sculture, quadri, film, arte africana e orientale: Royalty - il ruolo della Regina Vittoria e del Principe Alberto come leader del gusto e del cambiamento sociale. Society - la nuova visione del lavoro, i bambini, il sesso e la morte. Nature - i cambiamenti di attitudine verso gli animali e l'evoluzione attraverso l'incontro con nuove culture: loro influenza sull'arte, il design e il giardinaggio. The World - espansione, commercio e impero. New Technology - le nuove possibilità offerte dalla ferrovia, la navigazione a vapore, il telegrafo e l'elettricità. Ingresso: £5, ragazzi sotto i 18 anni gratis. Internet: www.vam.ac.uk
Informazioni: e-mail:p.oconnor@vam.ac.uk
Nelle sale della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea dell'Accademia Carrara di Bergamo è aperta dal fino all'11 gennaio 2004 la mostra "Fra' Galgario. Le seduzioni del ritratto nel '700 europeo". La rassegna presenta una selezione ragionata e criticamente aggiornata dell'opera di Vittore Ghislandi detto Fra' Galgario (Bergamo 1655-1743), un artista che è riconosciuto tra i più grandi ritrattisti europei del '700 ma non adeguatamente noto al grande pubblico per la relativa difficoltà di prendere visione delle sue opere in gran parte di proprietà privata. La mostra che raccoglie cento opere si articola su un percorso diviso in due parti. Nella prima, che corrisponde al primo piano della Galleria, viene illustrata la fase della formazione artistica di Fra' Galgario, tra Bergamo, ove fu allievo di Giacomo Cotta ma certo conobbe la ritrattistica di Evaristo Baschenis e Carlo Ceresa, Venezia ove operò nella bottega di Sebastiano Bombelli ma fu in contatto con un ambiente cosmopolita in cui si segnalava Johann Kupezky e infine Milano in relazione con Salomon Adler ma anche con la formazione della Quadreria della Cà Granda (Ospedale Maggiore). A conclusione di questo percorso si situa la prima grande fase bergamasca in cui Fra' Galgario divenne il ritrattista delle più importanti famiglie aristocratiche come gli Albani, i Rota, i Sacco Suardo. Nella seconda parte, allogata al secondo piano, le opere esposte corrispondono al perido della piena maturità dell'artista, e si intende visualizzare la situazione di un pittore che, pur mantenendo ed anzi incrementando la sua attività per grandi famiglie locali, conobbe un successo fuori Bergamo. La mostra non si limita a presentare i lavori di Fra' Galgario risalenti al periodo 1720-1740 ma cerca di visualizzare le ragioni del suo successo. Inoltre, c'è il supporto di spettacolari installazioni multimediali e la presenza di abiti dell'epoca in un ideale dialogo con i sontuosi tessuti dei ritratti. Orari: da martedÏ a domenica 10-21, lunedÏ chiuso. Ingresso 8 euro. Informazioni, tel. 035.234.396.