Settimana dal 9 al 14 maggio

Il Presidente del Consiglio ha assistito a Mosca, insieme con i potenti della terra, alla sfilata in memoria della vittoria sul nazismo e della fine della seconda guerra mondiale. Berlusconi si è lasciato alle spalle le polemiche interne ed ha ricordato il sacrificio dei soldati italiani caduti in Russia.

Berlusconi ha colto l'occasione per rendere omaggio al popolo russo e ai soldati italiani che in Russia hanno combattuto valorosamente una guerra terribile e quanto mai ingiusta e moltissimi tra loro, quasi la metà, non hanno fatto ritorno in patria. Il governo - ha aggiunto il premier - farà tutto il possibile per rimpatriare i corpi di questi connazionali periti in combattimento e si impegna ad intensificare gli sforzi affinché, in collaborazione con la Federazione Russa, si riesca a far rientrare in Italia il maggior numero di salme. Giustamente le polemiche politiche se le è lasciate alle spalle, ma sullo sfondo emergono, già con un anno di anticipo, le questioni sia della leadership che della successione al Quirinale.

E' già si avanza l'ipotesi di un mandato bis per Azeglio Ciampi?

Il ballon d'essai l'ha lanciato il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi, che ha annunciato: se vi fossero le condizioni per rieleggere Ciampi, per Forza Italia sarebbe un fatto positivo. Il Cavaliere ha subito tagliato corto dicendo: non credo sarebbe interessante nemmeno per lui. I centristi parlano di discussione prematura, ma la questione è indubbiamente legata alla leadership, a sua volta condizionata dalla possibilità di rifondare il centrodestra sotto la bandiera di un partito unico. L'idea di Berlusconi è, una volta create le premesse per la nascita di una nuova casa comune azzerando i partiti dell'attuale coalizione, di mettere in gioco la sua leadership, senza per questo rinunciare a ricandidarsi alle prossime elezioni e, in alternativa, partecipare alla corsa per la poltrona del Quirinale. L'elezione del Capo dello Stato sarà il primo atto del nuovo Parlamento. La maggioranza che uscirà dalle urne, quindi, determinerà anche la scelta per la Presidenza della Repubblica. Berlusconi ha già detto che lui non rinuncia a niente, soprattutto se glielo vogliono imporre. Perciò è deciso a difendere la sua ledareship per poi giocarsela nella successione a Ciampi. Ma, ovviamente, solo se e dopo aver vinto le elezioni del prossimo anno. Se il Cavaliere dovesse fare un passo indietro, sono pronti a farsi avanti il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, e il Presidente della Camera Casini il quale però si mostra assai cauto per non farsi bruciare e perché sa che le vere grandi manovre scatteranno tra luglio e ottobre.

E il centrosinistra come reagisce all'eventualità di una rielezione di Ciampi?

Per Luciano Violante, capogruppo dei DS alla Camera, una ricandidatura di Ciampi è possibile e anche auspicabile, dato che l'attuale Capo dello Stato si è dimostrato un vero garante delle istituzioni, sempre a difesa della Costituzione repubblicana, dell'antifascismo e della libertà. Ma è stato anche l'interprete dei valori dell'unità nazionale dello Stato in un paese che purtroppo si rivela ancora molto diviso. Per Violante, quando sono in ballo le istituzioni di garanzia occorre far valere il metodo bipartisan per raggiungere il maggiore consenso possibile. Nel centrosinistra si considera il discorso fatto da Bondi irrispettoso nella forma. Quanto alla sostanza, una ricandidatura di Ciampi nessuno si sente di escluderla anche se, a parte i sentimenti dell'interessato, c'è il fattore dell'età che non può essere trascurato. Il Presidente si avvia a superare la soglia degli 85 anni, è in buona salute, ma l'idea di affrontare un altro settennato alla scadenza del suo mandato deve certamente farlo riflettere. Senza contare che è ancora in ballo la riforma costituzionale che, se approvata in seconda lettura, sia pur con i soli voti della maggioranza, deve essere sottoposta a referendum confermativo. E, nel caso vincessero i "sì" (cosa che nel centrosinistra viene esclusa in partenza) ciò comporterebbe la modifica delle funzioni del Parlamento, cioè una sola camera dei deputati e la trasformazione del Senato in Senato federale delle regioni. Il che significherebbe andare a nuove elezioni politiche dopo poco più di un anno. Uno scenario che più complicato di così è difficile persino da immaginare, disastroso sul piano politico ed istituzionale.

Lasciamo da parte gli scenari futuri e vediamo invece cosa bolle in pentola nell'attività di governo.

C'è anzitutto la questione del rinnovo del contratto del pubblico impiego che si trascina ormai da quasi due anni. I sindacati hanno già rifiutato l'offerta di un aumento di 95 euro e premono perché ci si attesti oltre i 100. Il governo tiene duro, ma ha deciso di riaprire un tavolo di confronto con la triplice sindacale. Gli aumenti - sostiene il ministro del Walfare, Maroni - non devono pregiudicare il taglio della tassazione alle imprese, di 12 miliardi di euro in tre anni, e del costo del lavoro, per cui difficilmente il governo accetterà che si superi la soglia dei 100 euro per non aggravare il bilancio statale di somme che causerebbero uno sforamento, peraltro già previsto oltre il 3 e mezzo %, dei parametri europei. C'è poi il problema del caroprezzi che Berlusconi liquida accusando l'euro di esserne la causa principale. Il governo non ha il potere di controllare i prezzi, che lo facciano i cittadini, è la ricetta del Cavaliere. Protestano i commercianti che si sentono criminalizzati. Il ministro delle politiche agricole replica a Berlusconi: sui prezzi i cittadini devono controllare - dice - ma le istituzioni possono fare di più. E annuncia l'avvio di una stretta sui listini attraverso l'osservatorio prezzi del suo ministero, della guardia di finanza, la polizia annonaria e gli enti locali. Il neo ministro della salute, Storace, che ha perso le elezioni a governatore del Lazio, punta sul prezzo libero dei farmaci per abbattere la spesa. Una proposta che non ha senso, replica la Federfarma, perché rischia di creare solo confusione, anche se determinare un tetto massimo per i farmaci di prima necessità può essere utile visto che il prezzo delle medicine in Italia è troppo alto rispetto ad altri paesi europei e liberalizzare il mercato aprendolo alla concorrenza porterebbe ad un risparmio del 10/15%. Insomma, per quanto si cerchi di tirarla, la coperta rimane sempre troppo corta e l'insofferenza dei cittadini, che non si sono mai illusi di poter pagare meno tasse guardando ai ridicoli sgravi fiscali voluti da Berlusconi (che ne promette altri ma non sa dove trovare i soldi) cresce insieme con la sfiducia in una ripresa economica che non si vede e che ha già messo in crisi l’azienda Italia, alle prese con una concorrenza estera che non lascia scampo e costringe il paese ai limiti della sopravvivenza.

Si è votato in parecchie regioni italiane per il rinnovo di amministrazioni provinciali e comunali. In sardegna, in Valle d'Aosta in Trentino Alto adige. Un secondo significativo test elettorale, dopo quello delle elezioni regionali, che ha coinvolto oltre due milioni di elettori. Come sono andati gli esiti della consultazione?

Bastano poche parole a delinerare il quadro della situazione. Ancora una volta il centro sinistra ha fatto il pieno conquistando la maggioranza degli enti in Sardegna, in valle d'Aosta e in Trentino. La casa delle libertà ha perduto ovunque confermando un tendeza in atto ch'e sembra inarrestabile: il berlusconismo sembra definitvamente sconfitto. E ci:ò lascia intravvedere quale sarà l'esito delle prossime consultazioni politiche nazionali.


Da qualche settimana è online http://www.statusingle.it (la Comunità delle Persone libere: cioè liberi nel cuore, nella mente e nell'anima), che tra le molteplici iniziative contiene una apposita Rubrica dedicata agli Italiani nel mondo, spazio in cui chi è partito da poco ma già sente nostalgia di casa, chi ancora ha forte il legame con le origini, o i loro figli che pur se nati fuori si sentono tuttavia anche un po' italiani, possono raccontare in italiano sentimenti, sensazioni, luoghi, tradizioni nostrane che si mescolano con le usanze del Paese di residenza. Dunque, un "filo diretto" tra gli Italiani all'estero e gli Italiani rimasti in Patria, e non quindi contatti limitati agli stessi appartenenti alla Comunità estera, con l'ulteriore vantaggio di tenere vive le radici e la lingua d'origine italiane.