Itinerari d'estate: gita nella Liguria da scoprire

Valgraveglia, il turismo riscopre

il fascino di sapori e mestieri antichi

 

di Luisella Nicosia

La Liguria non é solo mare e spiagge e per chi sceglie di trascorrere una vacanza o anche solo un week end nel Levante Ligure, gli spunti per conoscere l' interno di questa terra ricca di risorse e di bellezze nascoste sono davvero tanti, sia per chi ama lo sport (numerose e impegnative le camminate regolarmente segnalate dal Cai, così come le salite in bicicletta), sia per chi predilige la scoperta della buona cucina (dai tagliolini ai funghi, alle picagge, dai testaioli al prebuggiun de boscu, all'asau), sia per chi decide di conoscere più da vicino le tradizioni più antiche e i mestieri della gente del luogo. Innumerevoli le mete, moltissime le scelte. Un angolo poco noto e quindi scarsamente "battuto" dali grandi flussi turistici é ancora oggi la Valgraveglia, polmone verde a immediato ridosso di Lavagna, nell'immediato entroterra del Tigullio, con ampi spazi a bosco e a pascolo, dove la gente ama tramandare di padre in figlio le proprie usanze e dove tanti giovani appassionati di questa terra stanno cercando di valorizzare il patrimonio di storia e di tradizioni dei secoli passati. Per conoscere l'origine di piatti più antichi, semplici e al tempo stesso raffinati, e assaporarne il gusto in un ambiente che offre la migliore ospitalità della valle non può mancare una sosta al ristorante "La Brinca" (tel.0185337480 - www.tigulliovino.it/labrinca.htm), trattoria con fundego da vin nel comune di Né, dove il proprietario, Sergio Circella, cultore sincero delle tradizioni della zona e grande conoscitore di vini (tra l'altro in zona si producono rossi e bianchi DOC), accoglie il turista alla ricerca di sapori particolari.

 

 

 

 

 

Ma non é tutto. In questa valle ancora incontaminata, originata dall'omonimo torrente e dal confluente torrente Garibaldo, negli ultimi anni sono state aperte anche numerose aziende

agrituristiche, da Pontori a Sambuceto, da Frisolino a Zerli, dove é possibile assaggiare i prodotti della valle (olive, vino, ortaggi, castagne), acquistare i prodotti tipici della terrae dell'allevamento, dedicarsi a una cavalcata a cavallo piuttosto che a una gita in bicicletta o a una giornata di pesca. Qui l'attività contadina ancora oggi è preponderante e consente a questa terra la sua naturale salvaguardia. Una sosta d'obbligo, per chi vi capita di sabato, è il mercatino di Conscenti, dove, da fine maggio a inizio ottobre, é possibile assaporare i prodotti della zona, venduti direttamente solo dai contadini della valle (per ogni informazione sull'ospitalità e sulle iniziative della Valgraveglia ci si può rivolgere direttamente alla Proloco di Né, tel.0185337479).

 

 

 

Tra le iniziative meritevoli di segnalazione, sia per l'aspetto innovativo che si innesta sull'offerta

 

 

 

 

turistica, sia per la peculiarità delle tradizioni alle quali si ispirano, c'é da segnalare la visita alla miniera di Gambatesa, aperta al pubblico come museo interattivo dal gennaio 2001. La miniera, la più grande in Europa, per l'estrazione del manganese, con oltre 30 chilometri di gallerie e pozzi, situati su ben sette livelli nel cuore del monte Camarella, nata nel 1887, é oggi un museo del tutto particolare dove i visitatori, accompagnati da giovani e appassionate guide, scendono nelle viscere della terra per un coinvolgente tour che li porta a contatto, per circa due ore, con la vita del minatore, viaggiando su un trenino decauville e anche camminando a piedi all'interno di buie gallerie, alla scoperta del nero manganese. E con la possibilità di apprendere le tecniche e conoscere i metodi di estrazione del prezioso minerale, utilizzato anche come energetico in tante composizioni farmacologiche e quindi utile per la nostra salute. La visita base, che inizia con la proiezione di un filmato ricco di informazioni sulla vita in miniera e di emozionanti riscontri, prosegue con l'esplorazione diretta che avviene camminando con il capo protetto da un caschetto giallo, sulle ripide scale alla ricerca dei pozzi e delle fornaci negli stretti cunicoli scavati con fatica e duro lavoro dai minatori - basti pensare che per avanzare di un metro occorre circa un giorno di lavoro e di studio preventivo - che ancora oggi (vi é una squadra di 4 operai che lavora a tempo pieno) dedicano la loro attività alla miniera.La spiegazione della guida, chiarissima, consente di comprendere lo spirito che anima chi per tante ore al giorno vive sottoterra, costretto in ogni momento a fare i conti con le "bizze" della montagna, "da rispettare e da amare". Immergersi nel cuore del monte significa comprenderne l'essenza, assimilare quelle verità tramandate dai detti popolari attraverso generazioni di minatori per cui, ad esempio, quando il legno "canta", il minatore fugge. Sarebbe una autentica incoscienza (l'uomo è consapevole dei suoi limiti) non dare ascolto al "legno" delle travature che quando il pericolo incombe avverte che è giunto il momento di abbandonare la galleria. Nel corso degli anni, il lavoro in miniera é andato semplificandosi, anche se é pur sempre un lavoro di fatica e sacrificio: oggi malattie come la silicosi sono lontani ricordi e la tecnologia dà piccoli aiuti anche in questo settore. Ma l'ambientazione e l'atmosfera particolarissimi consentono a chi visita la miniera di Gambatesa di vivere un'esperienza unica. Accanto alla visita base (lire 20.000, prenotazione consigliata), le guide sono a disposizione tutto l'anno anche per visite scolastiche, visite tematiche (per chi desidera approfondire aspetti particolari delle attività estrattive) e speleologiche (per chi già con alle spalle una valida esperienza, voglia approfondire temi di ricerca e studio), per le quali la prenotazione é obbligatoria. Per informazioni sugli orari di apertura e prenotazioni si può telefonare allo 0185338876, fax 0185338863, e-mail: info@minieragambatesa.it, www.minieragambatesa.it