Un'ammucchiata inconcludente. @ 31 Jan 2018

Un'ammucchiata inconcludente

di Guido Nicosia

Il Cavaliere, disarcionato, che, dal canto suo, ha l'ardire, la sicumera, di riproporre, oggi, ultraottantenne, la propria immagine a chi si appresta a tornare alle urne, nel prossimo marzo, ancorandola a un'iperbole, "per salvare l'Italia", dopo averla trascinata, solo pochi anni fa, sull'orlo del baratro. Lui che rivendica la discendenza dal moderatismo dei popolari, e si presenta in alleanza con i post-fascisti, con i lepentisti del populismo estremo di Salvini, antieuropei, impegnati a demolire l'euromoneta. Con la Lega che candida - e blinda - alla presidenza della Regione Lombardia un varesotto preoccupato di " salvare la razza bianca". Una sorta di armata Brancaleone che si sa da dove parte ma non dove può arrivare, in senso positivo, soprattutto considerando la grande diaspora dalla quale proviene, anche se attualmente ritorna, non senza difficoltà, alla grande ammucchiata prelettorale. Questo, dunque, è il nuovo che avanza. Di vecchio c'è davvero poco? O sbaglio. Posso tranquillamente mettere in soffitta la ricorrente teoria vichiana dei corsi e dei ricorsi storici? Mi sfiora un dubbio. Ma Tant'è, non vale la pena di guardare indietro. Neppure per riflettere sulla pulsione della vecchia sinistra che non resiste alla tentazione del massimalismo e alla scelta autolesionista di infrangere la logica della coalizione lasciando campo libero alla destra antipolitica e ai pateracchi populisti. Guardiamo avanti. E gli elettori sappiano che chi è causa del suo mal - al diavolo, tornano non richieste reminiscenze dantesche! - dovrà poi piangere se stesso.


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